Oggi vogliamo fare due chiacchiere su un accessorio nato per offrire una protezione in più ai motocrossisti, ma apprezzato anche da chi pratica enduro, downhill e mountain bike.Il paracollo è un elemento che trova sempre più spazio nei kit per la sicurezza dei motociclisti di tutto il mondo. Ciononostante, esistono ancora pareri discordanti sui vantaggi che è in grado di offrire in termini di protezione e prevenzione degli infortuni alla zona cervicale e alla spina dorsale.Allora scopriamo insieme qualcosa in più di questo argomento che tanto infiamma le discussioni degli addetti ai lavori.  


Come è nato?

Le sue origini hanno una sfaccettatura un po’ triste. Nei primi anni 2000, il medico sud africano Chris Leatt stava godendosi la sua passione per il motociclismo insieme a suo figlio.

Durante la loro escursione assistettero ad un incidente che cambiò per sempre le loro vite: un motociclista, durante una sessione di allenamento, cadde e morì a causa di un trauma cervicale. Da quel giorno, Leatt decise di fare qualcosa per proteggere se stesso, suo figlio e tutti gli amanti di questo sport tanto appassionante quanto, a volte, pericoloso.

Qualche tempo dopo fu commercializzata una prima versione del suo supporto cervicale, accolto con diffidenza dalla maggior parte dei piloti e delle case produttrici. Nel giro di qualche anno il neck brace guadagnò così tanta popolarità che fu impossibile per le aziende del settore non prendere in considerazione la produzione di questo tipo di accessorio di sicurezza.

Fu così che aziende di primo piano come Alpinestars e Atlas cominciarono a commercializzare i cosiddetti neck brace, seguite da case altrettanto importanti come la UFO, progettando allo stesso tempo armature e tute che fossero compatibili con essi.

Come funziona?

Purtroppo le protezioni per il collo non posso garantire una prevenzione contro gli infortuni al 100%, ma possono essere senz’altro utilissimi a ridurre le lesioni dovute agli incidenti.

Ovviamente la funzione principale è di proteggere e supportare il collo e la zona cervicale, ma esistono diversi modelli  che svolgono questa funzione in maniera leggermente diversa. Alcuni si limitano, infatti, a proteggere dai danni dovuti ad un impatto, limitando inoltre i movimenti innaturali che il collo potrebbe avere durante un incidente.

Tipologie più avanzate sono un passo avanti, offrendo supporto e protezione anche al petto e alle spalle.

Il supporto per il collo è fondamentale per limitare i movimenti del casco in caso di incidente, prevenendo iperflessione e iperestensione dei muscoli cervicali.

Nel caso in cui il motociclista subisca un urto alla testa, il casco trasporta la forza dell’urto al supporto cervicale, che lo indirizza alle spalle e al petto, salvando il collo da una pressione che non potrebbe gestire.

Il supporto per il collo è utile anche durante i viaggi in moto, grazie al sistema di dissipazione delle vibrazioni: in questo modo buche e terrene dissestati non sono un supplizio per la colonna vertebrale.

Risultati: è davvero utile?

Avere dati inconfutabili sulle funzionalità dei collari è impossibile. Avremmo bisogno di analizzare due incidenti – uno in cui il motociclista indossa il neck brace e uno in cui non lo indossa – di pari intensità e di dinamiche identiche.

Ovviamente questo è impossibile: ogni incidente ha delle caratteristiche uniche e incomparabili con altri sinistri. Ne consegue la difficoltà di analizzare con precisione il livello di protezione offerto da un supporto per il collo.

Un po’ come succede con gli altri elementi del tuo equipaggiamento, anche per il supporto cervicale è impossibile proteggerti da ogni tipo di impatto (vista l’infinità possibilità di angolazioni e di dinamiche che può avere una collisione).

È qui che entra in gioco il buon senso! Il neck brace, così come il tuo paragomiti ad esempio, forse non potrà garantirti una protezione integrale in ogni evento. Ma mentre da un infortunio al gomito puoi riprenderti più o meno facilmente, un infortunio alla zona cervicale comprende una serie di complicazioni molto più importanti.

Ne consegue che, anche solo per abbassare sensibilmente le probabilità di un infortunio grave, indossare un neck brace può essere considerata solo un’idea sensata!

Risultati: esistono degli svantaggi?

Per completezza di informazione dobbiamo far presente che, tra gli addetti ai lavori, ci sono molti scettici sull’utilizzo di questa protezione per il collo.

Secondo questa corrente di pensiero, i neck brace risultano essere quasi dannosi per i motociclisti nei casi di impatti di lieve entità, causando infortuni alle clavicole o al torace.

D’altro canto, per molti professionisti un lieve danno a clavicole e torace può sembrare un buon compromesso per proteggere il collo in un incidente molto più grave.

Inoltre, i modelli più recenti sono realizzati con un punto di rottura prestabilito: il neck brace è progettato per rompersi prima che la solidità del supporto possa danneggiare le ossa del collo.

Conclusione: utilizzarlo o no?

Ovviamente, non essendo obbligatorio per legge, la scelta se utilizzarlo o meno sta a te.

Certo, la tua scelta deve tener conto soprattutto di che tipo di motociclista sei: un rider amatoriale potrebbe anche fare a meno di un supporto per il collo, mentre un professionista – o aspirante tale – ha bisogno di maggiori protezioni, perché maggiori sono i rischi che corre.

Fortunatamente, i modelli più moderni sono costruiti in materiali e solidi, come fibre composite di vetro, che assicurano ottime protezioni e un peso accettabile.

Se sei ancora indeciso, non puoi fare altro che guardarti intorno: se i piloti professionisti usano sempre di più questo tipo di protezione per il collo, ci sarà un motivo?